Come si verifica la tabella Euro auto?

lunedì 5 febbraio 2024

Come si verifica la tabella Euro auto?

La classe euro identifica la classe di emissioni del tuo veicolo e la relativa normativa. Scopri quali sono e dove trovarla.


La classe euro auto è facilmente reperibile: si trova direttamente sul libretto della propria vettura.
Nel vecchio tipo di libretto di circolazione la troveremo inserita nel riquadro 2, nei recenti libretti in formato A4 invece la classe euro è indicata a fianco della lettera V9 del riquadro 2.
Se si volesse cercare la classe di appartenenza di un veicolo che stiamo per acquistare o di un’auto di cui non possediamo il libretto, basterà accedere al Portale dell’Automobilista, inserire il tipo di veicolo e la targa e in automatico comparirà la classe ambientale di appartenenza.

Inquinamento e classi ambientali
Negli ultimi anni si è parlato sempre più considerevolmente dei gravi danni ambientali causati dall’inquinamento, tra i colpevoli primari troviamo proprio le automobili: in Europa il 60,7 % del totale delle emissioni di CO2 è generato direttamente dalle autovetture.
L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di abbassare l’emissione di CO2 del 30% rispetto al 1990 entro il 2030.
A partire dagli anni Novanta si è introdotto il tema dell’inquinamento provocato dai veicoli: sono nate così le prime normative e le classi ambientali.
Si tratta di specifiche direttive europee che regolamentano la circolazione dei veicoli in base alle loro emissioni inquinanti.

Tabelle Euro auto: quali tipi di classe euro esistono
Che euro è la mia auto? Le tabelle in questione permettono di individuare in che classe di emissione si trovi il proprio veicolo e quindi a quale normativa euro fare riferimento.

  • Classe Euro 0: prima del 1993 tutte le auto sprovviste di catalizzatore e senza nessun sistema per filtrare i gas di scarico rientrano in questa classe ambientale.
  • Classe Euro 1: applicato alle auto immatricolate dopo il 1993. È il primo provvedimento antinquinamento istituito dall’Unione Europea. Viene introdotto l’obbligo per le aziende di montare su tutti i nuovi veicoli la marmitta catalitica (ovvero un convertitore posto nell’impianto di scarico che favorisce una reazione chimica al suo interno: i gas che escono dalla camera di scoppio entrano nel convertitore che grazie ai metalli presenti al suo interno trasforma le sostanze nocive in composti più innocui).
  • Classe Euro 2: riguarda i veicoli immatricolati dopo il 1997, vediamo in questa classe ambientale la prima distinzione tra motori diesel e benzina.
  • Classe Euro 3: vengono ridotti i limiti di monossido di carbonio e fa riferimento ai veicoli immatricolati dopo il 2001.
  • Classe Euro 4: la novità principale introdotta con questa classe di emissioni è l’inserimento del filtro antiparticolato per tutti i motori diesel a partire dal 2005.
  • Classe Euro 5: vi rientrano tutte le auto immatricolate tra il 2009 e il 2014 poiché nel 2014 è stata introdotta la classe euro 6.

Cos'è il FAP
Il filtro antiparticolato è un elemento simile al catalizzatore e si trova nel blocco marmitta.
Il suo scopo è quello di ripulire i gas di scarico dalle polveri sottili (particolato): il funzionamento consiste nell’imprigionare le micro particelle nocive contenute nei gasi di scarico, una volta raggiunto un certo quantitativo queste particelle vengono bruciate e fatte cadere a terra evitando così che si disperdano nell’aria.
Il motivo per cui i diesel vengono consigliati a chi percorre lunghi tragitti, piuttosto che a chi utilizza l’auto per il centro città facendo molti meno chilometri, è proprio perché così il filtro ha la possibilità di bruciare le particelle nocive in maniera più efficiente e continuativa.

Inquina di più un motore diesel o benzina?
Oggigiorno a causa delle continue restrizioni che colpiscono i motori a gasolio siamo portati a credere, come una sorta di automatismo, che le auto alimentate a diesel inquinino decisamente di più rispetto a quelle a benzina.
Il motore diesel emette una percentuale ridotta di CO2 rispetto ai motori benzina, circa il 10% in meno, produce però in quantità più elevata sia ossido di azoto che polveri sottili.
Queste polveri sottili vengono anche denominate “particolato” ed è proprio questa la ragione per cui è stato introdotto il filtro antiparticolato per i motori diesel.
Negli ultimi anni, soprattutto a seguito dello scandalo del dieselgate, le case automobilistiche hanno lavorato sempre più assiduamente per riuscire a portare il diesel allo stesso livello di emissioni dei motori benzina: diversi test evidenziano infatti che un motore diesel di ultima generazione è in grado di inquinare meno rispetto ad un equivalente benzina.

da automotive-news.it

 

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